Passami il fuoco

passami il fuoco, si diceva
alla panchina, in paese,
a quello che,
seduto nel mezzo
della panchina del vialetto,
sotto gli alberi, alle 3 di notte,
si attardava con l’accendino.

la luce,
fredda ma rassicurante,
lunare, direi,
del lampione che illuminava
la pro loco e la strada,
mi faceva venire in mente i lupi,
anche se stavamo nella piana
più bassa.

passami il fuoco, dice a prometeo
il popolano che non sa tacere,
e prometeo, o cazzo,
ho fatto una fatica enorme per rubarlo,
adesso lasciamelo almeno regalare,
che ne dici?

prima che mi squartino,
che ne dici?

6 pensieri riguardo “Passami il fuoco

    1. a dir la verità, poetella, negli ultimi anni ho letto poco, molto poco…solo bukovski. trovo che al une delle sue abbiano una profondità per così dire enologica. poi ho avuto modo di leggere qualcosa dei classici latini e greci…mi piace molto catullo. e poi non ho un vero percorso, ho letto qua e là, mi nutro di stralci, più che altro. e di musica.

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