Senno di poi

Continui piccoli incidenti
alla cui origine, forse,
so risalire.

Ma, per quanto impervio
possa essere il sentiero,
mille albe, ogni giorno,
sfilano davanti agli occhi.

Credo che tu non mi veda
assassino né scudiero,
e non sappia chi sono.

Ebbene, forse sono quello
seduto al tuo fianco,
mentre sole o pioggia
informano la strada deserta,
e piccoli rumori,
come braci di un focolare inestinguibile,
rompono l’odore del silenzio.

Ci siamo traditi
ancor prima di conoscerci,
ma forse hai ragione,
forse è meglio così,
e che me ne sia andato
per non sentire altre parole,
per lasciare che ci sia ancora
chi scelga un’altra parola,
diversa, magari vigliacca,
sul fiume pieno di sassi,
ed è l’acqua che conta.

Ora la strada si ripopola
ed amo di meno,
ricomincio il gioco irriverente,
e mi stanca il solo pensiero.

Pranzo di curiosi arbusti,
e osservo, intenerito, i gatti.

Dormo sogni interrotti,
mi sveglio senza finale.

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